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	<title>Designer Break mobile version &#187; featured</title>
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		<title>Intervista: UXmagazine</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 13:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[UXmagazine è una risorsa tutta italiana per gli appassionati di User Experience. Mensilmente pubblica diversi articoli che spaziano su diversi temi mantenendo come filo comune l'esperienza d'uso. Ho trovato questo progetto molto interessante e professionale quindi, sperando di poterlo promuovere ho chiesto al team della redazione se potevo fargli qualche domanda per conoscerli meglio. Sono emersi alcuni consigli molto utili per tutti e alcuni spunti molto stimolanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/uxmagazine.jpg" class="s3-img" border="0" alt="uxmagazine.jpg" /> </p>
<p class="intro"><a href="http://www.uxmagazine.it">UXmagazine</a> è una risorsa tutta italiana per gli appassionati di User Experience. Mensilmente pubblica diversi articoli che spaziano su diversi temi mantenendo come filo comune l&#8217;esperienza d&#8217;uso. Ho trovato questo progetto molto interessante e professionale quindi, sperando di poterlo promuovere ho chiesto al team della redazione se potevo fargli qualche domanda per conoscerli meglio. Sono emersi alcuni consigli molto utili per tutti e alcuni spunti molto stimolanti.</p>
<p class="question">DB: Quando è nata l’idea di creare UXmagazine e con che propositi?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> L&#8217;idea di UXmagazine nasce a novembre 2008, come volontà di creare un canale di comunicazione e approfondimento per quella fetta di mercato che vuole conoscere la User Experience in modo semplice e diretto, attraverso degli articoli e un network dedicato.
<p class="question">DB: So che alle spalle di UXmagazine c’è <a href="http://www.sketchin.ch/">Sketchin</a>, uno studio di design specializzato nella user experience. Questo progetto vi sta aiutando a crescere culturalmente oltre che professionalmente?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> Al momento siamo ancora in una fase di grande investimento umano, in cui i ritorni non si sono ancora visti, ma sicuramente il magazine ci ha permesso di confrontarci con tante persone, scambiando idee e riflessioni e iniziando a creare un luogo di aggregazione per gli esperti e interessati al settore.
<p class="question">DB: Gli articoli sono sempre di alta qualità, spesso più a livello accademico che sul tono colloquiale scelto online dai blog. Avete scelto di indirizzarvi ad un pubblico di professionisti del settore o pensate che UXmagazine sia adatto anche a chi si affaccia per la prima volta a questa disciplina?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> In fondo vorremo che le edizioni stampate potessero anche costituirsi come primo approccio, come strumento di documentazione e spiegazione di questo mondo verso chi non lo conosce.
<div class="quotes">crediamo che lo scambio sia alla base delle nuove idee e in definitiva delle innovazioni. </div>
<p class="question">DB: Ho notato che avete molti autori e siete aperti a nuovi contributi. è stato difficile “l’arruolamento” all’inizio o c’è stato molto entusiasmo spontaneo dalla comunità? avete dei consigli per chi volesse unirsi ora (tipo style-guide o argomenti)?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> UXmagazine nasce come un magazine aperto a tutti, un po&#8217; a modello barcamp, perchè crediamo che lo scambio sia alla base delle nuove idee e in definitiva delle innovazioni. Per questo non accettiamo solo i contributi degli esperti, ma anche di tutti coloro che vogliono parlare di una specifica esperienza d&#8217;uso o di un caso di studio, che vogliono mostrarci qualcosa che possa servire come spunto di riflessione per tutta la comunità.</p>
<p>L&#8217;arruolamento degli autori non è stato difficile, molti sono arrivati spontaneamene, altri hanno aderito a una proposta che gli abbiamo fatto in quanto li abbiamo ritenuti interessanti e interessati a portare alla luce nuovi argomenti e nuove discussioni.
<p class="question">DB: Entrando nel vivo dell’argomento, mi è sembrato che l’agile design sia qualcosa in cui crediate come metodo e vogliate promuovere. è così? qualche consiglio?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> È la nostra più grande scommessa, che stiamo integrando in tutti i processi interni e verso la clientela. Lo promuoviamo perchè ne testiamo quotidianamente il funzionamento e sappiamo che porta un vantaggio sul dinamico e fantasioso mercato italiano. Inoltre ha il vantaggio di essere potenzialmente replicabile in molte realtà.
<p class="question">DB: Vi siete interessati ai siti delle pubbliche amministrazioni, proponendo anche una serie sull’argomento. Inoltre recentemente il governo inglese ha emesso <a href="http://mashable.com/2009/07/28/uk-government-twitter-guide/">un guida per usare propriamente twitter</a> per i propri dipendenti. Pensate che finalmente la presenza online sia accolta seriamente dalle istituzioni visto l’interesse trasversale per una corretta esperienza dell’utente e il miglioramento della comunicazione nei social media?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> L’opportunità c’è ma non è ancora colta nel nostro mercato se non come il seguire una corrente/una moda. Crediamo che ci sia la necessità non solo di consegnare lo strumento nelle mani dell&#8217;utente, ma il presentarne le potenzialità e le conseguenze positive e negative che questo crea. Di conoscerne i linguaggi e il campo di applicazione, anche per testarne l&#8217;adeguatezza al singolo caso.
<p class="question">DB: In più d’un articolo (<a href="http://www.uxmagazine.it/team/tagmylagoon-guidare-informare-indirizzare-visitatori-citt-attraverso-device-mobili/">TagMyLagoon</a>, <a href="http://www.uxmagazine.it/innovation-design/progettare-applicazioni-iphone/">Progettare Apps per Iphone</a>, <a href="http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/mobile-interazioni-precarie/">Mobile e Interazione Precarie</a>) avete trattato di mobile design e delle applicazioni che la mobilità potrebbe avere.pensate che mobile sia la parola chiave per il futuro di internet? come vedete espandersi l’esperienza d’uso dal mondo informatico agli spazi reali?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> Sì, crediamo che l&#8217;orientamento sia sempre più mobile e pensiamo a un futuro fatto di interfacce adattative e iperlocale. Crediamo che nel medio-lungo termine una buona parte della generazione di valore online torni ad essere strettamente legata al locale e non al globale. Un web iperlocale sarebbe un web modellato sulle esigenze di una particolare città dove persone, servizi e informazioni sarebbero altamente contestualizzate luogo per luogo e tempo per tempo, permettendo di visualizzare interfacce contingenti e informazioni che offrono un alto &#8220;livello informativo&#8221; all&#8217;utente. Nonchè, la possibilità per gli utenti di incontrarsi.<br />Su questo puoi vedere anche <a href="http://www.lucamascaro.info/blog/innovation/un-web-iperlocale-e-possibile.html" title="luca mascaro">Un Web Iper Locale è Possibile</a> e <a href="http://www.slideshare.net/lucamascaro/strutture-e-interfacce-adattative" title="slideshare">Strutture e Interface Adattive</a> (slideshare).</p>
<div class="quotes">la UX è l’insieme di tutti gli aspetti in uso di un servizio da parte dell’utente finale. Quindi chiunque produca (marketing, design, comunicazione, sviluppo) fa UX</div>
<p class="question">DB: La User Experience spesso viene fraintesa come uno stadio all’interno del processo creativo mentre sappiamo bene essere un flusso, un concetto da coprire e da considerare in ogni passo del progetto. Secondo la vostra esperienza come se la cavano oggi, in tema di UX, i team coinvolti nella creazione di un sito, visto le varie mansioni e background di ogni elemento? In italia in particolare quanto è penetrata la cultura della UX, lavoriamo bene?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> Purtroppo è entrata molto male perchè non si comprende come la UX sia l’insieme di tutti gli aspetti in uso di un servizio da parte dell’utente finale. Quindi chiunque produca (marketing, design, comunicazione, sviluppo) fa UX e dovrebbe avere un background e una consapevolezza di quello che fa. Purtroppo questo non è assolutamente compreso in molti mercati europei (e appunto di questo ho parlato ad euroia).
<p class="question">DB: Direi che UXmagazine, anche se parte da una disciplina sola ma molto vasta come la user experience, ha già trattato svariati argomenti in queste prime edizioni. C’è qualcosa che non avete ancora approfondito e non vedete l’ora di farlo?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> L’integrazione tra prodotti fisici/digitali e anche la relativa integrazione tra digitale e architettura fisica. Accettiamo candidature per i prossimi articoli in merito <img src='http://mob.designerbreak.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />
<p class="question">DB: Pensate di passare anche ad una versione stampata in un prossimo momento?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> Al momento abbiamo due versioni, una stampabile, che trovi su <a href="http://www.scribd.com/doc/17610716/uxmagazinebook1">Scribd</a>  e una stampata su richiesta, che trovi su <a href="http://www.lulu.com/content/hardcover-book/uxmagazine---book-1/7440730">Lulu</a>.</p>
<p><img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/snapshot2.jpg" class="s3-img" border="0" alt="snapshot2.jpg" />
<p class="question">DB: siete soddisfatti di come è cresciuto il magazino fino ad oggi? avete qualche sorpresa in serbo per il futuro?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> Sì, siamo molto soddisfatti perchè andiamo avanti e continuano ad arrivare proposte, al momento stiamo ragionando su come creare qualcosa di speciale che ponga in relazione UXmagazine e UXconference.</p>
<p class="question">DB: Gli ultimi consigli per i lettori: un paio di libri che consigliereste per chi si avvicina al mondo della User Experience?Qualche nome da seguire online tra gli esperti e gli ispiratori?</p>
<p><strong class="answer">UXmag:</strong> Come ispiratori ti consigliamo Morville e Pabini, mentre come libri Designing Web Navigation di James Kalbach, Usabilità dei siti web di Michele Visciola, Web Usability di Jakob Nielsen, Designing Interface di Jennifer Tidwell. </p>
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		<title>The League Of Moveable Type</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 23:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The League Of Moveable Type è una nuova type foundry che raccoglie e distribuisce fonts open-source. Caroline e Micah, i due designer dietro questo progetto, hanno voluto creare un luogo che aiuti i designers e gli amanti della tipografia. Un luogo per trovare una nicchia nella web typography con fonts open-source e dove collaborare insieme per avvicinarsi ad un internet sempre più libero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="intro">The League Of Moveable Type è una nuova type foundry che raccoglie e distribuisce fonts open-source. Caroline e Micah, i due designer dietro questo progetto, hanno voluto creare un luogo che aiuti i designers e gli amanti della tipografia. </p>
<p><img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/picture-5.png" class="s3-img" border="0" alt="picture-5.png" />
<p class="text">Caroline e Micah si sono conosciuti all&#8217;Otis College of Art and Design di Los Angeles dove si sono diplomati in seguito ad aver lavorato insieme a Thegoodsideof.us, la loro tesi e un sito dove la gente può condividere storie delle proprie buone azioni. Usare la propria creatività per rendere il mondo un posto migliore, un sito alla volta, è lo spirito che hanno portato avanti e all&#8217;inizio del 2009 hanno fondato A Good Company, il loro studio di design che ci ha regalato <a href="http://www.theleagueofmoveabletype.com">The League Of Moveable Type</a>.</p>
<p class="question">DB: parliamo di The League Of Moveable Type. Per favore, spiegateci voi di cosa si tratta.</p>
<p><strong class="answer">Caroline:</strong> L&#8217;idea per The League ci è venuta quando abbiamo visto <a href="http://www.typophile.com/node/53444" title="typophile thread">questa discussione</a>  su Typophile dove si chiedeva ai type designers di partecipare ad un progetto per un font open-source.<br />Abbiamo visto la reazione negativa che ha suscitato in molte persone e abbiamo pensato di dover fare qualcosa. Pensavamo fosse una grande idea, specialmente con le possibilità che offre @font-face, troppo buona per lasciarsela scappare. Ci siamo anche accorti che esistono un sacco di font gratis in giro, ma più che distribuire cose gratis,essendo designers (e lavorando soprattutto nel web) volevamo alzare gli standard della tipografia e del design nel web. Quindi abbaiamo avuto l&#8217;idea di una type foundry open-source, dove ci concentriamo sulla qualità e non la quantità, fornendo font scelti accuratamente.</p>
<p><strong class="answer2">Micah</strong>: é divertente, era partita come una sfida. Tutti dicevano &#8220;nah, non funzionerà&#8221; e &#8220;che idea scema&#8221; e il ribelle in me urlava &#8220;ah sì?!&#8221; Quindi abbiamo trovato quest&#8217;idea, ha funzionato, e ora cerchiamo di spingerla oltre.</p>
<p><img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/blackout-14.jpg" class="s3-img" border="0" alt="blackout-14.jpg" />
<p class="question">DB: perchè avete scelto di aiutare la distribuzione di font open-source nel web? Cè dietro una filosofia riguardo il futuro di internet?</p>
<p><strong class="answer">Caroline</strong>: Beh, vedi, siamo comunisti. No, scherzo.<br />La ragione per cui appoggiamo l&#8217;idea di font open-source, non è tanto per il fatto che siano gratis, cioè sì, ci piacciono le cose gratis, come a tutti, ma ci piace anche l&#8217;idea di un gruppo di persone con esperienze diverse, da tutto il mondo, lavorando insieme non per gli incentivi finanziari, ma per l&#8217;obbiettivo comune di creare qualcosa che funziona meglio di ora. Sta già succedendo con il software e vogliamo fare la stessa cosa con tipografia e design.</p>
<p><strong class="answer2">Micah</strong>:A me sembra piuttosto comunista. Mi piace. è quello su cui è stato fondato internet e penso sia il modello del futuro. Le persone oggi stanno facendo soldi su internet, di sicuro, ma penso sia solo una fase. Prima o poi non sarà piè quello il punto.</p>
<p class="question">DB: è stato difficile lanciare il sito e trovare type designers che volessero unirsi a voi?</p>
<p>
<div class="quotes">Stiamo lavorando per cercare di trasformare gli amanti della tipografia in tupografici</div>
<p><strong class="answer">Caroline</strong>: per quanto riguarda trovare gente che si sia unita a noi, beh, abbiamo avuto un sacco di supporto da persone che apprezzano quello che stiamo cercando di fare e questo è stato molto incoraggiante per farci lavorare ancora più duramente su The League, e migliorarlo.</p>
<p>Ma trovare type designers che vogliano distribuire gratuitamente i loro typefaces, è piuttosto difficile, specialmente quando il loro sostentamento dipende dalla vendita dei typefaces. Ma siamo anche stati fortunati perchè alcuni designers sono molto generosi condividendo i loro typafaces. Stiamo parlando ovviamente dei nostri meravigliosi contributori.</p>
<p>Siamo super grati che vogliano condividere il loro lavoro con tutti e cerchiamo sempre nuovi designers per espandere/finire/migliorre anche i font che già abbiamo perchè penso sia il modo in cui The League possa mantenersi, se le persone si uniscono contribuendo al movimento open-source in qualche maniera.</p>
<p class="question">DB: avete piani in serbo per espandere questo progetto in futuro?</p>
<p><strong class="answer2">Micah</strong>: penso che il problema più grosso che dobbiamo affrontare per i nostri piani futuri sia come convertire gli amanti della tipografia che non si considerano tipografici, in tipografici. Se chiunque vuole aiutare lavora insieme  in qualche modo, possiamo rivoluzionare completamente la comunità del design su internet e l&#8217;industria tipografica professionale.<br />Siamo ancora a livello di brainstorming, quindi cerchiamo di raccogliere idee da chiunque sia appassionato all&#8217;argomento e non riesco nemmeno a contare le ore che io e Caroline abbiamo passato a discutere idee folli di cose che speriamo di poter fare.</p>
<p class="question"> come pensi che Moveable Type possa aiutare i designers, perchè dovrebbero sceglierlo?</p>
<p><strong class="answer">Caroline</strong>: penso che The League sia utile non solo ai designers, ma a chiunque nella comunità web. Come parte di questo movimento open-source, designers, tipografici, programmatori, possiammo lavorare tutti insieme per migliorare la tipografia online e altrove.</p>
<div class="quotes">Mi piace pensare a noi come una fabbrica collaborativa</div>
<p>Una delle cose che ci tengo a sottolineare a proposito di The League è che vogliamo offrire più che solo fonts gratis. Sì, i fonts sono lì per essere presi, ma i font gratis sono una risorsa limitata, quello che ci serve è un co-investimento, persone che restituiscano qualcosa e portino via anche un po&#8217; di conoscenza o collaborazione per creare qualcosa di grandioso.</p>
<p class="question">DB: cosa ne pensate dell&#8217;idea .openfont di Tal Leming &#038; Erik Van Blokland? E di Typekit che affitta le licenze?</p>
<p><strong class="answer">Caroline</strong>: Ho seguito la discussione sui webfonts e la la mia opinione è questa: type foundries, type designers, e imprenditori possono usare qualsiasi soluzione preferiscano fintanto che non significhi  sbarazzarsi di @font-face e obbligare tutti ad adottare un unico standard di webfont.</p>
<p>Dovremmo avere una scelta. Lasciare il campo aperto permetterà a persone come noi (utilizzatori di fonts) di trovare le nostre soluzioni. Le compagnie e le type foundries continuerebbero a sfornare modi diversi di fornire fonts sul web, da typekit a .webfont a Fontdeck. Come <a href="http://ilovetypography.com/2009/08/07/the-font-as-service/" title="Ilovetypography">dice John di ILT</a>,
<p class="cite">stiamo tutti impazzendo per trovare una soluzione che soddisfi i nostri bisogni finchè uno standard che funziona (&hellip;) sia prima o poi approvato e possiamo tutti tenerci per mano e cantare canzoncine.</p>
<p>A me sta bene e non vedo ragione per cui il movimento open-source non abbia la sua chance tanto come questi signori per trovare una soluzione. La vedo come un&#8217;occasione per la community open-source di lavorare insieme e trovarsi una nicchia nel mondo della tipografia web. Ci sono un mucchio di type foundries eccellenti con fonts di grande qualità, non vedo perchè la stessa cosa non possa valere per i font open-source. Credo che un giorno i font &#8220;gratis&#8221; (gratis in termini di libertà, non solo prezzo) saranno rispettati come i font rilasciati da una type foundry, è solo questione di tempo e noi stiamo cercando di fare la nostra parte.</p>
<p><strong class="answer2">Micah</strong>: devo dire che Caroline ha la mente molto più aperta di me. Prima di un paio di settimane all&#8217;interno della discussione a me non era parso che fosse ok finchè ci fosse una scelta. A me sembra proprio che le grandi type foundries vogliano seguire il modello Microsoft o Columbia Records. Sembrano direzionarsi sui DRM, che secondo me svantaggiano l&#8217;utente. Ero piuttosto stizzito dalla faccenda, ma penso che mi calmerò finchè The League sarà in grado di continuare il suo lavoro. Perchè li stenderemo.</p>
<p><img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/flaminia-type-system-8.jpg" class="s3-img" border="0" alt="flaminia-type-system-8.jpg" />
<p class="question">DB: c&#8217;è una proprietà CSS3 che sperate prenda piede? al di là di @font-face.</p>
<p><strong class="answer2">Micah</strong>: è agli inizi, ma non vedo l&#8217;ora che tutti usino le colonne. Io le uso nel mio blog e, francamente, sono una bomba. </p>
<p class="question">DB: avete qualche progetto futuro che volete farci conoscere?</p>
<p><strong class="answer2">Micah</strong>: ah, sì a dire il vero ce l&#8217;abbiamo! Ci stiamo stuzzicando con questa nuova idea. Lettercase, la chiameremo così, si tratta di un social font manager. Siamo ancora ai primi stadi del progetto, ma pensiamo abbia delle grandi potenzialitàe sebbene molti dettagli siano ancora in alto mare, dovreste tener d&#8217;occhio http://www.lettercaseapp.com</p>
<p class="question">DB: ultima domanda, forse interessa solo a me: che musica ascoltate mentre lavorate?</p>
<p> <strong class="answer">Caroline</strong>: Ascolto un po&#8217; di tutto, puoi vederne un po qui: http://blip.fm/chadilaksono </p>
<p><strong class="answer2">Micah</strong>: cani che si lamentano a ritmo del concerto di Bach in D Minore. O Noah and the Whale, a seconda del mio umore.</p>
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		<title>Intervista a Sox</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 13:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sox, direttore della User Experience presso Vimeo.com ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda per aiutarci a capire meglio il suo lavoro.<br />
Ci parla di come pianificare un progetto, come affacciarsi a questa professione e cosa succede dietro le quinte di Vimeo. Inoltre ha consigli interessanti su come usare i wireframes che non dovete perdervi se avete letto <a href="http://designerbreak.com/2009/tutorial/wireframes-e-ideazione-creare-un-sito/">Wireframes e ideazione</a>.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/2593733561_b53b1022a9_o.png" class="s3-img" border="0" alt="2593733561_b53b1022a9_o.png" /> </p>
<p class="intro">Sox, direttore della User Experience presso Vimeo.com ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda per aiutarci a capire meglio il suo lavoro.<br />
Ci parla di come pianificare un progetto, come affacciarsi a questa professione e cosa succede dietro le quinte di Vimeo. Inoltre ha consigli interessanti su come usare i wireframes che non dovete perdervi se avete letto <a href="http://designerbreak.com/2009/tutorial/wireframes-e-ideazione-creare-un-sito/">Wireframes e ideazione</a>.</p>
<p class="interview">
<p class="question">DB: Ciao Sox, innanzitutto grazie per il tuo tempo e benvenuto. Cominciamo subito con le domande:<br />
Qual&#8217;è il tuo background? Sei un autodidatta o hai seguito degli studi specifici?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> Sono completamente autodidatta. Non ho seguito studi legati alla mia professione. Ho comprato alcuni libri, ma tutto ciò che ho imparato deriva dal semplice  &#8220;guarda e prova&#8221;. <br />Sono un grande fan del reverse-engineering: cerca quello che vuoi fare, capisci come è stato fatto, adesso prova a farlo tu. Ci saranno sempre persone migliori di te nel tuo campo. Guarda e impara da loro.</p>
<p class="question">DB: Quando hai iniziato questo lavoro?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> Ho iniziato piuttosto presto. Nel 1995, appena uscito da scuola, ho trovato il mio primo lavoro come web designer in una piccola interactive agency in connecticut. Negli anni seguenti ho lavorato presso la Streaming Media Corporation, Priceline, Fotolog, e Vimeo. Sono anche stato un consulente in altri posti tra una cosa e l&#8217;altra.</p>
<p class="question">DB: Puoi spiegarci qual&#8217;è esattamente il tuo lavoro ed in cosa consiste?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> Sono il direttore della user experience presso <a href="http://www.vimeo.com" title="external">Vimeo</a>.<br /> Le mie responabilità quotidiane comprendono supervisionare e costruire la complessiva presentazione ed esperienza di Vimeo.com.  Personalmente eseguo l&#8217;ideazione di prodotti, la revisione di design e user experience, ma mi cimento io stesso in un po&#8217; di disegno e programmazione se necessario.<br />L&#8217;obbiettivo principale del mio lavoro è mantenere Vimeo il più semplice possibile da capire, il più facile possibile da usare e il più divertente possibile da provare.</p>
<p class="question">DB: Di solito come inizi un nuovo progetto? Hai un metodo che segui per l&#8217;intero sviluppo?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> Dipende tutto dalla natura del progetto. Se si tratta di un lavoro di perfezionamento allora si comincia raccogliendo il maggior numero possibile di feedbacks dagli utenti e facendo i miglioramenti in linea con i nostri obbiettivi complessivi. Per un progetto che parte da zero l&#8217;intero processo dall&#8217;ideazione alla consegna richiede molto più tempo e sforzi.<br /> Solitamentente si comincia individuando un area del nostro servizio dove possiamo aggiungere quanto più valore possibile senza compromettere gli obbiettivi finali (semplicità, facilità e divertimento).  Chiamiamo gli stakeholders per discutere il progetto e arrivare alla decisione se portarlo avanti o meno. Appena abbiamo una conferma positiva inizia il vero lavoro.<br /> Il nostro processo a Vimeo non è diverso dai cicli produttivi di altri prodotti. Pianifichiamo, disegnamo, sviluppiamo e poi ripuliamo tutto attraverso più passaggi finchè è pronto per essere testato prima che esca per gli utenti.  Forse una cosa unica nel processo di Vimeo è l&#8217;agilità del ciclo produttivo.</p>
<p class="question">DB: per qualcuno che sta iniziando quale sarebbe il suggerimento che daresti?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> Impara facendo. Chiedi perchè prima di come. Trova le tue ragioni personali.</p>
<p class="question">D: Cosa puoi dirci dei wireframes? Li usi molto? hai qualche consiglio o tecnica da condividere?</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> Disegno molto. Mi aiuta perchè non ho una grande immaginazione visiva. Mi è utile anche per esaminare i requisiti e trovare i limiti del lavoro.<br />  Tenete sempre i margini vuoti. Se non incontrate domande che vanno risposte o problemi che vanno risolti mentre pianificate, o siete molto fortunati o state sbagliando qualcosa. <br />Tenete quelle domande e risposte ai margini mentre lavorate. Sono molto più importanti di qualsiasi cosa avete disegnato.</p>
<p class="question">DB: Cosa ti ispira nel tuo lavoro? C&#8217;è qualcuno nel mondo online che pensi ti abbia influenzato?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong>Risolvere problemi è immediatamente gratificante e dà dipendenza. Vedo la maggior parte dei siti come sculture. Hai una visione di come diventerà. Ogni giorno aggiungi  o togli un pezzo d&#8217;argilla, formando sempre più l&#8217;immagine ideale che hai in mente. Poi un giorno guardi la tua scultura da una prospettiva diversa e ti sorgono nuove domande, nuovi problemi e possibilità.<br />
<br />
Ci sono molte persone il cui lavoro mi ha ispirato durante gli anni. I primi che posso citare sono <a href="http://www.jjg.net/about/" title="Jesse Garrett site">Jesse Garrett</a>, <a href="http://simplebits.com/about/" title="simplebits">Dan Cederholm</a>, <a href="http://stopdesign.com/about" title="stopdesign">Douglas Bowman</a>, <a href="http://www.zeldman.com/" title="zeldman blog">Jeffrey Zeldman</a> e i ragazzi alla <a href="http://stamen.com/" title="stamen">Stamen Design</a>.</p>
<p class="question">DB: Com&#8217;è lavorare a Vimeo? Cosa succede dietro le quinte?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> è un ambiente rapido e fluido. Abbiamo una struttura semplice nella nostra organizzazione e ognuno lavora sui propri compiti quotidiani o pensa a cosa lavorerà dopo. Non c&#8217;è microgestione e ci fidiamo degli altri dipendendo a vicenda per completare le cose. Tutti sono collegati in un IRC interno dove monitoriamo lo stato dei sotto-sistemi del nostro sito e ci scambiamo idee.</p>
<p class="question">DB: C&#8217;è una differenza a seconda delle dimensioni del sito su cui lavori?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> Mi sono trovato in entrambe le situazioni e devo ammettere che preferisco lavorare in un medio-piccolo gruppo. In un&#8217;organizzazione più grande solitamente ho trovato più gerarchia e più stakeholders con interessi variegati o contrastanti che impediscono al progetto di procedere con l&#8217;energia, la concentrazione e la velocità che merita.</p>
<p class="question">DB: Dal tuo punto di vista qual&#8217;è stata la cosa più difficile per Vimeo?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong> All&#8217;inizio l&#8217;importante era creare la giusta attitudine del servizio e della sua community. Devo capirlo e sentirlo fin dentro alle ossa prima di cominciare a contribuire. Fare il primo passo nella giusta direzione è sempre fondamentale per me e richiede tempo. Ultimamente ho speso più tempo concentrandomi sulla scalability delle mie idee e che impatto avrebbero sulle performance del sito (la cosa più importante nella user experience di ogni progetto).</p>
<p class="question">DB: Hai strumenti senza i quali non potresti vivere?</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong>Onestamente non penso conti molto. Ma direi che per me sono una buona penna e un foglio bianco. I programmi che uso parecchio quotidianamente sono <a href="http://macromates.com/" title="external">Textmate</a> e <a href="http://getfirebug.com/" title="firebug">Firebug</a>. Ci affidiamo anche ad alcuni strumenti interni per controllare il nostro lavoro.</p>
<p class="question">DB: i tuoi 5 siti preferiti?
</p>
<p><strong class="answer">Sox:</strong>intendi oltre quelli di ciclismo? vediamo.. Google, Gmail, Google Reader, Tumblr e Flickr.<br />
</p>
<p class="question">Se volete dare un&#8217;occhiata ai suoi disegni e wireframes Sox ha un fantastico set di foto su <a href="http://www.flickr.com/photos/soxiam/sets/224126/" title="soxiam portfolio">Flickr</a>. è anche un&#8217;ottima occasione per vedere com&#8217;è nato Vimeo.</p>
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		<title>The Art of Titles</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 23:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<description><![CDATA[Un'incredibile fonte di ispirazione per i designers con un feticcio per la tipografia o appassionati di cinema.
Questa &#232; una recensione del sito <a href="http://www.theartofthetitle.com" title="the art of the title">www.theartofthetitle</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="intro">
Un&#8217;incredibile fonte di ispirazione per i designers con un feticcio per la tipografia o appassionati di cinema.<br />
Questa &egrave; una recensione del sito <a href="http://www.theartofthetitle.com" title="the art of the title">www.theartofthetitle</a>
</p>
<p class="text">
Personalmente sono sempre stato affascinato dalle sequenze introduttive dei film quando prendevano le distanze dai normali e noiosi titoli.<br />
Comprende così tante possibilit&agrave; perchè unisce tipografia, animazione, fotografia, montaggio, musica e qualunque cosa l&#8217;autore voglia inserire. Sabbene dopotutto abbia molte limitazioni come la necessità di includere tutti i credits, un tempo ridotto, riuscire ad introdurre il film catturando l&#8217;attenzione dello spettatore.<br />
Tutto questo lavoro ogni tanto porta a dei piccoli capolavori e Ian ed Alex su <strong>The Art of The Title</strong> si occupano di raccoglierli e dare il giusto merito ai loro autori.</p>
<p>Quando ero un bambino adoravo le sequenze animate all&#8217;inizio di alcuni film della disney. Oggi, dopo i miei studi di semiotica del cinema e una passione che &egrave; cresciuta sempre pi&ugrave; i miei gusti si sono raffinati un po&egrave;, ma apprezzo ancora i titoli divertenti ed  originali.</p>
<p>Certe volte &egrave; sufficiente un uso particolare della <strong>tipografia</strong> oppure rendere le parole protagoniste.<br />
In altre occasioni invece vengono usate <strong>illustrazioni e animazioni</strong> per accompagnarci in una storia.<br />
In ogni caso la chiave &egrave; l&#8217;originalit&agrave;</p>
<p>Di solito per chi l&#8217;ha visto uno dei primi titoli che viene in mente è &#8220;Prova a Prendermi&#8221; (catch me if you can &mdash; titolo originale.)<br />
La sua introduzione &#038;egrave molto didascalica perchè ripropone i punti salienti della storia e ci viene raccontata con stupende illustrazioni unite  ad una divertente tipografia.<br />
<img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/catch_me_if_you_can.jpg" class="s3-img" border="0" alt="catch_me_if_you_can.jpg" /><br />
<a href="http://www.artofthetitle.com/2008/03/29/catch-me-if-you-can/" title="The Art of Title's movie review">The Art of Title&rsquo;s movie review</a></p>
<p>Se amate questo genere guardate anche l&#8217;intro di Kiss Kiss Bang Bang.<br />
Un po&rsquo; pi&ugrave; <strong>rétro</strong> e forse anche pi&ugrave; affascinante perchè fornisce gli indizi dell&rsquo;idea alla base del film stesso.<br />
<img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/kiss_kiss_bang_bang.jpg" class="s3-img" border="0" alt="kiss_kiss_bang_bang.jpg" /><br />
<a href="http://www.artofthetitle.com/2008/04/03/kiss-kiss-bang-bang/" title="The Art of Title's movie review">The Art of Titles&rsquo; movie review</a></p>
<p>Un approccio diverso &egrave; quello usato in Fight Club che inoltre molto furbescamente spiega molto a proposito del film, ma ancora non possiamo saperle.<br />
Probabilmente all&#8217;inizio non vi accorgete nemmeno di essere all&#8217;interno di un cervello fino al momento in cui l&#8217;inquadratura esce dalla testa di Edward Northon seguendo la canna della pistola.<br />
Fantastica <strong>CGI</strong> (computer grafica) che viene poi usata anche in altre bellissime sequenze del film. La mia preferita &#038;egrave quella in cui il protagonista narra come &egrava; esploso l&rsquo;appartamento.<br />
A fare compagnia alle immagini c&#8217;è anche un&#8217;ottima musica durante l&#8217;intero film.<br />
<img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/fight_club.jpg" class="s3-img" border="0" alt="fight_club.jpg" /><br />
<a href="http://www.artofthetitle.com/2008/03/28/fight-club/" title="the art of titles fight clab review">The Art of Titles&rsquo; Fight Club review</a></p>
<p>Pensando a qualcosa di pi&ugrave; raffinato bisogna parlare di <strong>The Fall</strong>. Il film di per s&egrave; &egrave; un&#8217;opera d&#8217;arte e la sequenza dei titoli gli rende giustizia. Fotografia magnifica, tipografia incredibile e tutto sulle note di Beethoven.<br />
La prima volta che ho visto questo film qualche mese fa, ho aspettato di vedere i titoli di coda per sapere chi fosse il nome del grafico, Stefan G. Bucher, perch&egrave; volevo assolutamente saperne di pi&ugrave; sul suo lavoro.<br />
Sono quindi contento di vedere The Fall nell&#8217;archivio di TAOT dove oltre alla recensione c&#8217;&egrave; anche una lunga intervista proprio con Bucher.<br />
<img src="http://designerbreak.s3.amazonaws.com/the_fall.jpg" class="s3-img" border="0" alt="the_fall.jpg" /><br />
<a href="http://www.artofthetitle.com/2009/01/09/the-fall/" title="The Art of Title's movie review">The Art of Titles&rsquo; movie review</a></p>
<p>C&#8217;è anche molto materiale di autori italiani, date un&#8217;occhiata!</p>
<p>La mia opinione &egrave; che troppo spesso mi annoio durante i titoli avendo l&#8217;impressione che si st&agrave; sprecando il mio tempo mentre fremo per l&#8217;inizio del film e preferirei di gran lunga essere intrattenuto da qualcosa di divertente. Questi artisti riescono a fare molto di pi&ugrave;.<br />
The Art of Title di Ian e Alex dovrebbe essere tra i vostri feed come fonte regolare d&#8217;ispirazione.</p>
<p>Vi consiglio anche di guardare il nuovo show-reel di <strong>Danny Yount</strong> su <a href="http://vimeo.com/6154171" title="danny yount on vimeo">Vimeo</a>. Comprende alcune delle sequenze migliori (alcune recensite qui) ed è accompagnato dalla musica di Venetian Snares. Bomba.</p>
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