Opera Unite


Friday, August 21st, 2009

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Dalla Norvegia arriva un altro progetto che condivide gli ideali di Chrome OS anche se probabilmente ne è un’alternativa o quanto meno un suo accessorio.
Opera Unite trasforma il nostro computer in un server.
Si può continuare ad usarlo come un normale computer, ma in
più potremo condividere con i nostri amici o con chiunque siamo connessi i dati che abbiamo nei nostri drives.
Questo articolo è legato a Chrome OS: Revolutionary?

Opera Unite

I quartieri generali di Opera dicono che va anche inteso come un modo per riguadagnare potere sui nostri dati e sulla nostra libertà di decisione per certi versi.
Oggi dobbiamo affidarci a servers di provider esterni che ospitano le nostre cose o a servizi esterni che ospitano le nostre informazioni, dovendo accettare i loro “terms of service” (es. facebook, myspace, etc.)

Our computers are only dumb terminals connected to other computers (meaning servers) owned by other people — such as large corporations —
who we depend upon to host our words, thoughts, and images. We depend on them to do it well and with our best interests at heart.
We place our trust in these third parties, and we hope for the best, but as long as our own computers are not first class citizens on the Web, we are merely tenants, and hosting companies are the landlords of the Internet.
Social networking is important, but who owns it — the online real estate and all the content we share on it?
How much control over our words, photos, and identities are we giving up by using someone else’s site for our personal information?
How dependent have we become?
I imagine that many of us would lose most of our personal contacts if our favorite Web mail services shut down without warning.
(…)

Opera Unite rende possibili connessioni dirette tra i computer
senza operatori esterni. Invece di usare un servizio basato online (penso sempre a facebook o twitter) potremmo usare un programma installato sul nostro computer e su quello dell’amico a cui siamo connessi.

Vediamo un esempio pratico per comprendere meglio come
funziona.
C’è un’applicazione disponibile già ora che si chiama Simplify. La installi, crei un account, scegli le cartelle sul tuo computer da condividere e apri il tuo player multimediale preferito.
Se hai degli amici che usano Simplify e sono connessi puoi ascoltare
qualsiasi canzone loro abbiano sul computer. Ovviamente vale lo stesso vice versa (è veramente figo, l’ho provato.)
Quindi è come avere a disposizione tutti quei giga che fisicamente sono invece sul computer del tuo amico.

Opera promette di fare qualcosa di simile (hanno anche gi&agrave un
mediaplayer che fa quasi la stessa cosa ma peggio di Simplify) con il vantaggio di estendere il principio ad un numero infinito di possibilità visto che si potranno creare molte applicazioni e
funzionerà su qualsiasi sitema operativo, l’API key sarà accessibile a tutti.

Devo ammettere che la mia eccitazione è smorzata dal fatto che mi ricorda molto dei noti protocolli peer to peer. Ovviamente &egrave grandioso che stiano sviluppando il concetto per ogni tipo di applicazione però l’idea non è poi così nuova.
Comunque si comincia a capire che il futuro sarà passare completamente online, ma Unite sta prendendo una posizione e una direzione diversa dai trend attuali.

Chrome OS cerca di proiettare il nostro lavoro completamente online rendendolo sempre accessibile e permettendo di mantenere i computer veloci e puliti.
Seguendo questa filosofia la logica associazione che viene in mente è cloud computing, con i nostri dati ospitati da qualche parte online e quindi anch’essi sempre disponibili.
Opera Unite invece vuole che tu riprenda in mano il potere sui tuoi dati e la tua identità online rendendo l’individuo l’unico giocatore.

Due approcci diversi ad un futuro sempre più vicino. Cosa preferireste?
Secondo voi quali sono i pro e i contro?

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