Tuesday, October 6th, 2009
UXmagazine è una risorsa tutta italiana per gli appassionati di User Experience. Mensilmente pubblica diversi articoli che spaziano su diversi temi mantenendo come filo comune l’esperienza d’uso. Ho trovato questo progetto molto interessante e professionale quindi, sperando di poterlo promuovere ho chiesto al team della redazione se potevo fargli qualche domanda per conoscerli meglio. Sono emersi alcuni consigli molto utili per tutti e alcuni spunti molto stimolanti.
DB: Quando è nata l’idea di creare UXmagazine e con che propositi?
UXmag: L’idea di UXmagazine nasce a novembre 2008, come volontà di creare un canale di comunicazione e approfondimento per quella fetta di mercato che vuole conoscere la User Experience in modo semplice e diretto, attraverso degli articoli e un network dedicato.
DB: So che alle spalle di UXmagazine c’è Sketchin, uno studio di design specializzato nella user experience. Questo progetto vi sta aiutando a crescere culturalmente oltre che professionalmente?
UXmag: Al momento siamo ancora in una fase di grande investimento umano, in cui i ritorni non si sono ancora visti, ma sicuramente il magazine ci ha permesso di confrontarci con tante persone, scambiando idee e riflessioni e iniziando a creare un luogo di aggregazione per gli esperti e interessati al settore.
DB: Gli articoli sono sempre di alta qualità, spesso più a livello accademico che sul tono colloquiale scelto online dai blog. Avete scelto di indirizzarvi ad un pubblico di professionisti del settore o pensate che UXmagazine sia adatto anche a chi si affaccia per la prima volta a questa disciplina?
UXmag: In fondo vorremo che le edizioni stampate potessero anche costituirsi come primo approccio, come strumento di documentazione e spiegazione di questo mondo verso chi non lo conosce.
DB: Ho notato che avete molti autori e siete aperti a nuovi contributi. è stato difficile “l’arruolamento” all’inizio o c’è stato molto entusiasmo spontaneo dalla comunità? avete dei consigli per chi volesse unirsi ora (tipo style-guide o argomenti)?
UXmag: UXmagazine nasce come un magazine aperto a tutti, un po’ a modello barcamp, perchè crediamo che lo scambio sia alla base delle nuove idee e in definitiva delle innovazioni. Per questo non accettiamo solo i contributi degli esperti, ma anche di tutti coloro che vogliono parlare di una specifica esperienza d’uso o di un caso di studio, che vogliono mostrarci qualcosa che possa servire come spunto di riflessione per tutta la comunità.
L’arruolamento degli autori non è stato difficile, molti sono arrivati spontaneamene, altri hanno aderito a una proposta che gli abbiamo fatto in quanto li abbiamo ritenuti interessanti e interessati a portare alla luce nuovi argomenti e nuove discussioni.
DB: Entrando nel vivo dell’argomento, mi è sembrato che l’agile design sia qualcosa in cui crediate come metodo e vogliate promuovere. è così? qualche consiglio?
UXmag: È la nostra più grande scommessa, che stiamo integrando in tutti i processi interni e verso la clientela. Lo promuoviamo perchè ne testiamo quotidianamente il funzionamento e sappiamo che porta un vantaggio sul dinamico e fantasioso mercato italiano. Inoltre ha il vantaggio di essere potenzialmente replicabile in molte realtà.
DB: Vi siete interessati ai siti delle pubbliche amministrazioni, proponendo anche una serie sull’argomento. Inoltre recentemente il governo inglese ha emesso un guida per usare propriamente twitter per i propri dipendenti. Pensate che finalmente la presenza online sia accolta seriamente dalle istituzioni visto l’interesse trasversale per una corretta esperienza dell’utente e il miglioramento della comunicazione nei social media?
UXmag: L’opportunità c’è ma non è ancora colta nel nostro mercato se non come il seguire una corrente/una moda. Crediamo che ci sia la necessità non solo di consegnare lo strumento nelle mani dell’utente, ma il presentarne le potenzialità e le conseguenze positive e negative che questo crea. Di conoscerne i linguaggi e il campo di applicazione, anche per testarne l’adeguatezza al singolo caso.
DB: In più d’un articolo (TagMyLagoon, Progettare Apps per Iphone, Mobile e Interazione Precarie) avete trattato di mobile design e delle applicazioni che la mobilità potrebbe avere.pensate che mobile sia la parola chiave per il futuro di internet? come vedete espandersi l’esperienza d’uso dal mondo informatico agli spazi reali?
UXmag: Sì, crediamo che l’orientamento sia sempre più mobile e pensiamo a un futuro fatto di interfacce adattative e iperlocale. Crediamo che nel medio-lungo termine una buona parte della generazione di valore online torni ad essere strettamente legata al locale e non al globale. Un web iperlocale sarebbe un web modellato sulle esigenze di una particolare città dove persone, servizi e informazioni sarebbero altamente contestualizzate luogo per luogo e tempo per tempo, permettendo di visualizzare interfacce contingenti e informazioni che offrono un alto “livello informativo” all’utente. Nonchè, la possibilità per gli utenti di incontrarsi.
Su questo puoi vedere anche Un Web Iper Locale è Possibile e Strutture e Interface Adattive (slideshare).
DB: La User Experience spesso viene fraintesa come uno stadio all’interno del processo creativo mentre sappiamo bene essere un flusso, un concetto da coprire e da considerare in ogni passo del progetto. Secondo la vostra esperienza come se la cavano oggi, in tema di UX, i team coinvolti nella creazione di un sito, visto le varie mansioni e background di ogni elemento? In italia in particolare quanto è penetrata la cultura della UX, lavoriamo bene?
UXmag: Purtroppo è entrata molto male perchè non si comprende come la UX sia l’insieme di tutti gli aspetti in uso di un servizio da parte dell’utente finale. Quindi chiunque produca (marketing, design, comunicazione, sviluppo) fa UX e dovrebbe avere un background e una consapevolezza di quello che fa. Purtroppo questo non è assolutamente compreso in molti mercati europei (e appunto di questo ho parlato ad euroia).
DB: Direi che UXmagazine, anche se parte da una disciplina sola ma molto vasta come la user experience, ha già trattato svariati argomenti in queste prime edizioni. C’è qualcosa che non avete ancora approfondito e non vedete l’ora di farlo?
UXmag: L’integrazione tra prodotti fisici/digitali e anche la relativa integrazione tra digitale e architettura fisica. Accettiamo candidature per i prossimi articoli in merito
DB: Pensate di passare anche ad una versione stampata in un prossimo momento?
UXmag: Al momento abbiamo due versioni, una stampabile, che trovi su Scribd e una stampata su richiesta, che trovi su Lulu.
DB: siete soddisfatti di come è cresciuto il magazino fino ad oggi? avete qualche sorpresa in serbo per il futuro?
UXmag: Sì, siamo molto soddisfatti perchè andiamo avanti e continuano ad arrivare proposte, al momento stiamo ragionando su come creare qualcosa di speciale che ponga in relazione UXmagazine e UXconference.
DB: Gli ultimi consigli per i lettori: un paio di libri che consigliereste per chi si avvicina al mondo della User Experience?Qualche nome da seguire online tra gli esperti e gli ispiratori?
UXmag: Come ispiratori ti consigliamo Morville e Pabini, mentre come libri Designing Web Navigation di James Kalbach, Usabilità dei siti web di Michele Visciola, Web Usability di Jakob Nielsen, Designing Interface di Jennifer Tidwell.
You can leave a response, or trackback from your own site.